Passione

Aforismi

Fausto Gianfranceschi

Ai critici che si improvvisano narratori consiglierei un nuovo genere letterario: l'autostroncatura.
Alcuni sono resi grandi dalla sconfitta, altri meschini dalla vittoria.
Chi non riesce a essere leone, si accontenta di fare la scimmia.
Ci sono silenzi ottusi e silenzi acuti.
Forse una sola legge basterebbe: è permesso tutto fuorché ciò che ferisce la bellezza.
Gli imbecilli intelligenti sono il cancro della società.
Gli intellettuali sono divisi su tutto, ma uniti dalla cretineria.
Il buonismo è il lato viscido della cattiveria.
Il compito quotidiano: arrivare fino a notte senza annoiarsi.
Il mondo si gioca su tre parole simili: caso, causa, caos.
Il trionfo del nichilismo: si muore per niente, in incidenti.
In vecchiaia si pagano i debiti contratti in gioventù.
L'uomo si adatta a tutto, anche ai propri simili.
La felicità? Basta non badarci per vivere meglio.
La fraternità con i libri è forse la più alta forma di vita sociale.
La sinistra è una professione, la più promettente.
La tristezza come inclinazione è un vizio. La tristezza bisogna meritarla.
La vita, una lotta indomabile contro il sospetto che tutto sia vano.
Le cose sarebbero chiarissime se gli intellettuali non le spiegassero.
Morte. La più implacabile delle malattie ereditarie.
Nessun rimedio è all'altezza della morte.
Ormai non ci si stupisce che divorzino, ci si stupisce che si sposino.
Per quanto certe idee siano cattive, le persone che le rappresentano sono peggiori.
Perché le grandi domande sono sempre migliori delle risposte?
Prima regola per guadagnare: non comprare libri che insegnano a guadagnare.
Scrivo, quindi sono.
Se non leggi non scrivi. Forse lo scrittore è il mezzo usato dai libri per riprodursi.
Se non riesci a odiare e a invidiare gli altri, essi ti odieranno e ti invidieranno per questo.
Se non siete stupidi, riposatevi.
Sono un perdente. Qualcuno deve pur farlo.
Sopravvivere per curare la propria sopravvivenza, senza tempo né voglia per altro? Meglio scomparire.
Una meraviglia degna di re e imperatori: riposare senza essere stanco.